Rientro in Italia dall’estero: agevolazioni fiscali

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Se tanti lavoratori, dipendenti e autonomi, lasciano l’Italia e si trasferiscono all’estero per ottenere un risparmio fiscale, c’è anche chi torna nel bel paese. Ci sono dei casi, infatti, in cui il rientro in Italia dopo un periodo trascorso all’estero può convenire

La convenienza è determinata dalla possibilità di beneficiare di alcune agevolazioni fiscali.

Continua a leggere questo articolo per scoprire se puoi accedere alle misure premiali previste dalla legge!

Noi di DirittodelWeb mettiamo a tua disposizione il nostro servizio di consulenza fiscale e legale gratuita online. Contattaci per saperne di più.

Come funziona il rientro in Italia dall’estero

Lavorare in Italia, al giorno d’oggi, può risultare complicato e oneroso dal punto di vista fiscale. Tanti giovani imprenditori si trasferiscono all’estero per avviare o continuare il loro business, con la speranza di risparmiare soldi di imposte.

Se sei andato all’estero per ragioni di lavoro o di studio e, adesso, sei intenzionato a tornare in Italia, dovresti valutare la tua decisione alla luce di alcune agevolazioni fiscali previste in caso di rientro in Italia.

Chi può tornare in Italia beneficiando delle agevolazioni fiscali? Distinguiamo prima di tutto due diverse situazioni, che comportano differenti agevolazioni.

La prima è il caso del cosiddetto “rientro dei cervelli”, una particolare agevolazione prevista dall’articolo 44 del D.L. 78/2010, così come modificato dal D.L. 34/2019. Si tratta di un beneficio previsto per incentivare il rientro in Italia di ricercatori e docenti universitari residenti all’estero. Questi soggetti, rientrando in Italia, potranno godere di una detassazione parziale dal reddito derivante dall’attività di ricerca o docenza che svolgeranno nel territorio italiano.

La seconda misura, di nostro maggiore interesse, riguarda il caso lavoratori impatriati ed èprevista dall’articolo 5 del D.Lgs. 209/2023. Ci stiamo riferendo a tutti coloro che rientrano in Italia dall’estero per svolgere attività di lavoro dipendente, oppure autonomo. Analizziamo i nuovi requisiti per accedere nel 2024 ai benefici e alle agevolazioni fiscali previste per i lavoratori impatriati.

Continua a leggere questo articolo per saperne di più.

Lavoratori impatriati: disciplina e agevolazioni fiscali

Hai intenzione di tornare in Italia dopo un periodo di studio o lavoro trascorso all’estero che può essere certificato? Può rivelarsi un’ottima strategia per accedere ad alcune agevolazioni fiscali!

La nuova disciplina prevista per il 2024 per i lavoratori impatriati è più restrittiva della precedente. Scopriamo insieme tutti requisiti richiesti per la sua applicazione!

H3 Categorie di redditi a cui si applica la disciplina

Presupposto per l’applicazione di questa disciplina è l’iscrizione dei soggetti all’AIRE, l’Anagrafe Italiani residenti all’estero, oppure il possesso della residenza in un altro Stato ai sensi di una convenzione contro le doppie imposizioni sui redditi.

La nuova disciplina prevede una detassazione del 50%, entro il limite annuo di 600.000 euro, per alcune tipologie di redditi prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato da un paese estero. Quali redditi in particolare? Ci riferiamo ai redditi da lavoro dipendente, agli assimilati a quelli di lavoro dipendente (come i compensi amministratori), ai   redditi   di   lavoro   autonomo   derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

Questa normativa, tuttavia, è applicabile a determinate condizioni.

Prima di tutto non devi essere stato residente in Italia per i tre anni precedenti al tuo rientro. Se in Italia sei dipendente dello stesso datore di lavoro presso cui lavoravi all’estero, o di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo, il requisito minimo di permanenza all’estero è differente. È di sei anni, se non sei stato in precedenza impiegato in Italia in favore dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo. È, invece di sette anni, se prima del tuo trasferimento all’estero sei stato dipendente in Italia dello stesso soggetto oppure di un soggetto appartenente al suo stesso gruppo.

Ci sono delle ulteriori condizioni richieste dalla norma. Devi impegnarti a mantenere la residenza in Italia per almeno quattro anni. E devi, inoltre, essere intenzionato a svolgere la tua futura attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

Infine, devi possedere i requisiti di elevata qualificazione o specializzazione indicati dalla legge. Stiamo parlando del conseguimento di un titolo di istruzione superiore, attestante il completamento di un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale e della relativa qualifica professionale. Ricordiamo che sono richiesti ulteriori requisiti per l’esercizio delle professioni di farmacista, architetto, ostetrico, veterinario, odontoiatra, infermiere e medico chirurgo.

Se sei in possesso di questi requisiti, puoi accedere ai benefici fiscali. Ma come vengono applicati? Continua a leggere il nostro articolo per saperne di più!

Applicazione dei benefici ai lavoratori impatriati

Sei hai i requisiti previsti dalla legge per i lavoratori impatriati, come saranno applicati i benefici che puoi conseguire con il rientro in Italia dall’estero?

Le agevolazioni fiscali riguarderanno l’anno in cui trasferirai la residenza fiscale in Italia e i successivi quattro. Per questi cinque anni, quindi, potrai beneficiare di una detassazione ai fini IRPEF del 50% del reddito imponibile. Se hai un figlio minore e ti trasferisci in Italia, la percentuale di detassazione del reddito agevolato sarà del 60%. La stessa disciplina si applicherà a coloro che diventeranno genitori o che adotteranno un minore durante il periodo di fruizione del regime.

Infine, chi ha trasferito la residenza in Italia nell’anno 2024 e ha comprato una casa entro il 2023 otterrà un beneficio fiscale per altri tre anni. Infatti, i suoi redditi concorreranno alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 50% del loro ammontare.

Contattaci per saperne di più sulle agevolazioni fiscali previste per il rientro in Italia dell’estero.

Conclusioni e consigli

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