Registrare marchio

Registrare un Marchio

Registrare un marchio significa dare un valore aggiunto al proprio brand e tutelarsi contro gli abusi della concorrenza.

Insomma, registrare un marchio è un vantaggio a cui un imprenditore o un’azienda non può permettersi di fare a meno.

Cos’è il marchio

Il Marchio consiste in un segno distintivo (disegni, colori, lettere, cifre, forme, suoni, etc.) attraverso cui un’azienda differenzia in modo chiaro ed unico il proprio brand di prodotti e/o servizi da quelli della concorrenza.

Tipi di marchio registrato

Il Marchio si presta a vari tipi di classificazioni.

A seconda dell’apparenza si distingue tra:

  • Marchio figurativo: consiste in una figura, o in un carattere con un layout inusuale, un colore particolare, o un elemento grafico stilizzato.
  • Marchio denominativo: è composto da lettere e/o cifre.

Al marchio denominativo possono aggiungersi anche elementi figurativi.

  • Marchio di forma: oltre al marchio in sé, la forma può riguardare anche il prodotto stesso o il suo imballaggio e può contenere anche elementi nominativi.

Anche il marchio di forma può contenere anche elementi nominativi.

  • Marchio di posizione: il prodotto si differenzia per dove è apposto il marchio.
  • Marchio a motivi ripetuti.
  • Marchio di colore: costituito da un unico colore (marchio colore unico) o da combinazioni di colori (marchio colore combinato), senza contorni.
  • Marchio sonoro: qui l’elemento distintivo è un suono o una combinazione di suoni (cd. Jingle). Questi suoni, solitamente associate ad immagini, vengono usati singolarmente nelle pubblicità radiofoniche di prodotti e servizi.

Ad. es. “I’m loving it”.

  • Marchio di movimento: in cui gli elementi del marchio cambiano di posizione

Ad. es. Vodafone.

  • Marchio multimediale: comprende la combinazione d’immagini e suoni.
  • Marchio olografico: è una categoria introdotta dal 2017, in cui si distinguono elementi olografici.

A seconda da della sua funzione differenziamo:

  • Il marchio individuale: che indica l’elaborazione ed il commercio del prodotto o del servizio.
  • Il marchio collettivo: che denota la qualità, l’origine o la natura del prodotto/servizio.

A seconda di cosa identifica distinguiamo:

  • Il Marchio di servizio: che denota un erogatore di servizi.  
  • Il Marchio di fabbrica: apposto dal produttore di un bene, come ad es. .
  • Il Marchio di commercio: apposto da chi rivende il prodotto. Necessario per rivendere i prodotti in paesi con un forte protezionismo doganale ad esempio il Brasile, in cui un’azienda europea non può vendere i propri prodotti, solo tramite una rivenditrice locale e viceversa. Come il caso di “Alpargatas” per la vendita in Europa del marchio.

A seconda dell’estensione della tutela territoriale, infine, possiamo distinguere tra:

  • un marchio registrato a livello nazionale
  • un marchio comunitario
  • un marchio internazionale.

Tutte le suddette categorie assumono rilevanza nei vari procedimenti di registrazione del marchio desiderato. Infatti, se sul piano commerciale il marchio di per sé rende il prodotto distinguibile e soprattutto appetibile, sul piano legale, invece, il marchio registrato persegue un unico obiettivo: garantire la tutela piena ed esclusiva del brand aziendale nei confronti della concorrenza nazionale ed internazionale. Interessante vero?

I 5 vantaggi del marchio registrato

Il marchio registrato ha molteplici utilità:

  • Aumentare il valore commerciale del brand:

Un marchio è uno strumento capace di risaltare in modo immediato le peculiarità ed i punti di forza di prodotti e servizi. L’uso continuato di un marchio unito alla consistenza del prodotto/servizio commercializzato farà in modo che i vostri clienti associno in modo pressoché immediato il simbolo, il suono o semplicemente un colore ai valori del vostro brand (lusso/economicità, esclusività/accessibilità) a degli stati emotivi. Magia? No, neurologia che studia in modo sempre più approfondito il potere del simbolo nel nostro cervello. Il Marchio registrato altro non è che la prima impressione della vostra azienda ed un’occasione per far fruttare al meglio gli investimenti.

  • Tutelare il proprio know-how:
  • Impedire e contrastare efficacemente gli abusi della concorrenza:

Il titolare di un marchio registrato vede riconoscersi pubblicamente, a partire da una data certa e verificabile, il proprio diritto di uso esclusivo di un segno distintivo in un determinato segmento di mercato.

In via preventiva, verrà così impedito alla concorrenza di registrare un marchio simile o analogo, che potrebbe ingenerare confusione tra i consumatori.

Nei confronti dei concorrenti che osino copiare o contraffare un marchio registrato si avrà una tutela più agevole tanto sul piano civile, che sul piano penale, grazie ad una inversione dell’onere della prova. Dinnanzi ad un Tribunale non bisognerà investire tempo e denaro nel dimostrare le caratteristiche del proprio marchio e da quando è stato usato, ma semplicemente indicare gli abusi della concorrenza. Spetterà a quest’ultima dimostrare il contrario.

  • Conseguire un risparmio fiscale:

Come accennato un marchio registrato ha un intrinseco valore commerciale che può essere sfruttato come fonte di reddito. Come? Vendendo il marchio al miglior offerente, o persino alla concorrenza e concedendolo in licenza. Inoltre può permettere l’accesso a finanziamenti.

  • Avere vantaggi su Amazon se si vende tramite tale piattaforma.

 

Come si fa una ricerca di anteriorità sui marchi registrati

Quando si avvia un’attività o si gestisce un business la prima cosa da fare è scegliere il marchio d’azienda o di prodotto che si intende utilizzare.

La scelta del marchio, tuttavia, richiede un lavoro complesso che, oltre al processo di creazione della brand identity, necessita di un accertamento circa la mancata sussistenza di un marchio registrato simile.

In particolare, in base alla zona di interesse, è possibile consultare gratuitamente l’elenco dei marchi registrati presso:

  • La banca dati dell’Uibm (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi);
  • La banca dati Euipo (Ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale);
  • La banca dati Wipo (Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale);

La semplice consultazione delle banche dati presenti sul web, tuttavia, non è da sola sufficiente ad impedire il rifiuto di registrazione della domanda ovvero l’instaurazione di una procedura amministrativa di opposizione da parte di un soggetto legittimato, titolare di marchi anteriori o di diritti anteriori.

Ciò che conta, infatti, è la valutazione giuridica circa l’effettiva “novità” di un marchio rispetto ad un altro già da altri registrato e non è semplice, per chi non sia un professionista del settore, valutare la somiglianza tra segni o l’affinità dei prodotti al fine di verificare se il marchio che si intende depositare sia o meno in conflitto con un marchio registrato anteriore.

Gli altri requisiti per la registrazione del marchio

La normativa italiana richiede che i marchi, per poter essere registrati, siano dotati, oltre che del requisito della novità (il marchio deve essere differente da altri segni distintivi già utilizzati) di quelli di capacità distintiva e liceità.

Il marchio, infatti, non solo non può consistere esclusivamente in segni divenuti di uso comune nel linguaggio corrente o negli usi costanti del commercio ovvero essere costituito esclusivamente dalle denominazioni generiche di prodotti o servizi o da indicazioni descrittive che ad essi si riferiscono, ma deve anche essere conforme all’ordine pubblico e alla legge in generale.

Qual è la differenza tra registrare un marchio italiano, europeo o internazionale?

La differenza principale riguarda l’estensione territoriale della tutela che si vuole dare al proprio marchio: con la registrazione nazionale il marchio sarà tutelabile solo in Italia, con la registrazione presso EUIPO il marchio sarà tutelabile in tutti i paesi della UE compresa l’Italia, con il marchio internazionale registrabile presso WIPO si potranno scegliere a livello mondiale i paesi in cui tutelarlo. Condizione per la registrazione internazionale è che per il marchio sia già stata presentata una domanda nazionale o nell’Unione Europea.

Ulteriori differenze, però, si registrano anche con riguardo l’entità delle tasse di concessione di cui è richiesto il pagamento e le procedure da espletare.

 I vantaggi del marchio per vendere su Amazon – il Brand Registry Amazon

Azione del tuo marchio su Amazon da accesso a tutta una serie di strumenti per poter proteggere il tuo brand e migliorare la customer experience dei tuoi clienti.

Il vantaggio finale è quello di divulgare il prestigio del brand aziendale ed aumentare esponenzialmente le conversioni in modo gratuito. Il servizio brand registry, infatti, protegge proattivamente il tuo marchio da eventuali abusi segnalandoti le violazioni e suggerendoti le migliori tecniche di tutela.

Il marchio dopo la registrazione

Il marchio ha validità di 10 anni dal deposito della domanda e può essere rinnovato ogni 10 anni all’infinito.

Il marchio di cui si chiede il rinnovo deve essere identico a quello relativo alla domanda originaria. Non si possono, infatti, apportare modifiche, cambiare la grafica ovvero aumentare le classi.

L’unica operazione possibile in sede di rinnovo è la riduzione delle classi.

Conclusioni

Registrare un marchio consente di dare maggiore prestigio alla tua azienda rendendola più competitiva sul mercato.

Non sottovalutare tutte le fasi necessarie per la registrazione di un marchio a partire dall’analisi di anteriorità e dall’analisi di fattibilità:

  • Analisi di anteriorità: andranno ricercati eventuali marchi non solo identici, ma anche similari a quello che vuoi registrare, infatti un marchio ad es. denominativo, con un nome molto simile, insistente sulla stessa classe merceologica, potrebbe comportare il rischio di vedere un’opposizione da parte del titolare del marchio precedentemente registrato;
  • Analisi di fattibilità: chiediti sempre se il marchio è realmente originale, con caratteristiche di novità e che non ricada in casi di parole di uso comune che potrebbero portare al rigetto della tua domanda.

Ecco che diventa fondamentale affidarsi ad un avvocato che potrà supportarti nell’analisi specifica sia prima che durante la registrazione del marchio.

In particolare, registrare un marchio in Italia tramite l’UIBM, se fatto in autonomia, richiede lunghi adempimenti burocratici presso la camera di commercio e costi maggiori rispetto a quanto un avvocato potrebbe fare presentando la tua domanda direttamente attraverso il portale dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Tramite il nostro studio, composto da avvocati specializzati in tale ambito, ti seguiremo sin dalla fase di ideazione del marchio, affiancandoti nello studio di fattibilità ed anteriorità, successivamente registreremo per te il marchio garantendoti tempi più veloci a prezzi competitivi.

Infine, potrai accedere ad un’assistenza extra con avvisi e monitoraggi specifici onde evitare tentativi di registrare marchi simili da parte della concorrenza e rinnovare la registrazione del tuo marchio alla scadenza.

Infatti, gli uffici preposti alla registrazione dei marchi non ti avviseranno quando il tuo marchio sarà scaduto, né faranno alcun controllo o verifica in caso di marchi registrati da competitor che volessero copiarti.

La contestazione per il tentativo di registrazione di un marchio simile o uguale deve sempre essere azionata da te proprietario del marchio registrato entro termini ben precisi.  

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Nel corso del tempo, nello svolgimento della nostra professione di avvocati e commercialisti specializzati in Business Online, ci siamo resi conto che in ambito di vendite online e in particolar modo quando si tratta di avviare un’attività in dropshipping, esiste molta confusione ed alcuni falsi miti.

Per tale ragione, la redazione di Diritto del Web ha riassunto per te i passaggi fondamentali da seguire per adempiere a tutti gli obblighi legali e fiscali al fine di essere in regola con la normativa italiana e poter vendere in dropshipping o private label.

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