Partita Iva e-commerce: fiscalità per vendere online

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PARTITA IVA E-COMMERCE: fiscalità per vendere online

Il sogno della tua vita è quello di vendere online? Allora investire in un’attività di dropshipping può essere la mossa vincente. Inizia subito a documentarti su tutto quello che ti aspetta a partire dalla Partita Iva per e-commerce.

Se vuoi aprire un e-commerce, infatti, ti aspettano alcuni adempimenti fiscali e legali. Non farti cogliere impreparato e contatta subito un commercialista per e-commerce e un avvocato per e-commerce, ma solo dopo aver letto il nostro articolo! Una corretta pianificazione fiscale ti aiuterà a conseguire un notevole risparmio fiscale e a far decollare il tuo business. Un’attenta strategia legale ti consentirà infatti di operare nel rispetto delle regole ed evitare sanzioni. Continua a leggere questo articolo se vuoi saperne di più.

Noi di DirittodelWeb mettiamo a tua disposizione il nostro servizio di consulenza fiscale e-commerce gratuita online e consulenza fiscale e-commerce gratuita online. 

Partita Iva e-commerce: fiscalità

In questo articolo ci soffermeremo sugli aspetti fiscali della vendita online. Se vuoi conoscere quali sono gli adempimenti legali per vendere online leggi il nostro articolo.

La domanda che ci pongono più spesso è se si può vendere online senza aprire la Partita Iva. Diciamolo una volta e per tutte: NO! 

Sfatiamo un mito. Non esiste alcun limite economico di 5.000 euro al di sotto del quale non sarebbe necessario aprire la Partita Iva.

Se infatti vuoi avviare un’attività di vendita online cosiddetta “abituale” devi sempre aprire la Partita Iva. Vuoi sapere perché? Perché si tratta di attività di impresa. La vendita è infatti abituale, continuativa e organizzata. L’apertura della Partita Iva per ecommerce è solo il primo di una serie di adempimenti che ti aspettano. 

Solo nel caso di vendita occasionale non dovrai aprire una Partita Iva per vendere online. La vendita occasionale, infatti, non è considerata attività di impresa, proprio perché sporadica ed eccezionale. Se ad esempio ogni tanto vendi su eBay o su Facebook lo starai facendo occasionalmente, di certo non per lavoro! Se quindi vuoi fare dropshipping contatta quanto prima un bravo commercialista per e-commerce.  

Commercialista per e-commerce: ​​consulenza e-commerce online

Se vuoi aprire un e-commerce rivolgiti al commercialista, che predisporrà i documenti necessari per l’apertura della tua Partita Iva per vendere online. Scegli un commercialista specializzato nei business online per costruire la giusta strategia commerciale che può decretare il successo della tua attività. Fissa con chiarezza i tuoi obiettivi e comunicali al professionista che hai incaricato. A lui spetta il compito di studiare la pianificazione fiscale che, nel rispetto della legge, si adatti meglio alle tue esigenze. 

Apri con noi di Dirittodelweb la tua Partita Iva e otterrai numerosi vantaggi. Contattaci per saperne di più. 

Partita Iva negozio online: come fare per vendere online

Ti abbiamo anticipato che ci sono diversi adempimenti per avviare un’attività di e-commerce, al di là dell’apertura della Partita Iva e-commerce o Partita Iva dropshipping. Vediamo quali sono tutti gli adempimenti prescritti dalla legge se vuoi vendere online

Il Codice Ateco 

Per prima cosa devi scegliere il tipo di attività che intendi svolgere, individuando il Codice Ateco di riferimento. Il Codice Ateco identifica una determinata attività economica e non puoi farne a meno se vuoi aprire la Partita Iva per ecommerce

Te ne abbiamo già parlato in questo articolo, dai uno sguardo per saperne di più:

Pianificazione fiscale per marketer. gestione separata inps e inps artigiani e commercianti.

Se apri una Partita Iva per vendere online devi comunicare all’Agenzia delle Entrate la tipologia di attività che intendi svolgere, sulla base della classificazione Ateco. Ogni attività, infatti, va classificata in modo standardizzato ai fini fiscali, contributivi e statistici. Tieni presente che a una Partita Iva possono essere associati più Codici Ateco, a seconda del numero delle attività svolte e della loro tipologia.

Ricorda di comunicare al fisco ogni variazione della tua attività economica, insieme a un nuovo codice Ateco.

Ricapitolando, la prima cosa da fare per aprire una Partita Iva per il tuo negozio online è scegliere il codice Ateco. Una volta aperta la Partita Iva il tuo commercialista deve verificare gli eventuali requisiti per accedere al regime forfettario o eventualmente all’ordinario. 

Costo Partita Iva e-commerce: la scelta del regime forfettario 

Ma quali sono i costi a cui vai incontro aprendo una Partita Iva per un negozio online? Dipende dal regime fiscale scelto. Se puoi accedere al regime forfettario, puoi ottenere una minore pressione fiscale. Scopri tutti i requisiti e i relativi costi.

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato. Può accedere a questo regime chi apre la Partita Iva e conta di non superare i 65.000 euro annui, oppure chi nell’anno precedente ha avuto un fatturato inferiore ai 65.000 euro. Se rientri nel regime forfettario il pagamento delle imposte ti apparirà semplificato e molto chiaro. Al reddito imponibile, infatti, si applica un’unica imposta, nella misura del 5% o del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste. L’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza di determinati requisiti, come nel caso di apertura per la prima volta di una partita IVA.

Con il regime forfettario la percentuale di “tasse” da pagare non si calcola sul netto, cioè sul reale guadagno, ma su una percentuale stabilita a forfait dallo Stato.

Questa percentuale per chi fa commercio online rappresenta il 40% del fatturato totale.

Su questa percentuale, dunque, saranno calcolate tutte le “tasse” a prescindere da quello che sarà il reale guadagno del detentore di Partita IVA per ecommerce.

Adempimenti fiscali del regime forfettario per e-commerce

I Contributi INPS per i commercianti sono calcolati in una cifra fissa che prescinde dal fatturato, fino a un guadagno netto di 16.243,00 euro. Per i forfettari questa cifra sarà il 40% del fatturato lordo. Infatti, andranno pagati circa 330 euro al mese, con rate trimestrali, a partire dalla data di iscrizione. In caso di regime forfettario e richiesta di riduzione del 35% dovrai pagare circa 240 euro al mese.

Tali contributi fissi si pagano con rate trimestrali, a partire dalla data di iscrizione. Precisamente si tratta di quattro rate, così suddivise:

  • 16 maggio: entro questa data INPS per i mesi di gennaio, febbraio e marzo;
  • 20 agosto: entro questa data INPS per i mesi di aprile, maggio e giugno;
  • 16 novembre: entro questa data INPS per i mesi di luglio, agosto e settembre;
  • 18 febbraio: entro questa data INPS per i mesi di ottobre novembre e dicembre.

Chi supera le entrate nette di 16.243,00 euro dovrà pagare anche una cifra percentuale sul restante guadagno netto (per i forfetari sul 40% delle entrate lorde), così suddivisa:

Da 16.243,00 euro a 48.279,00 euro: 24,48%

Da 48.279,00 euro a 80.465,00 euro: 25,48%

Oltre il reddito di 80.465,00 euro non si dovranno più versare contributi.

Imposta sostitutiva

In caso di regime forfetario devi pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef, calcolata sul 40% del fatturato lordo, meno i versamenti da destinarsi all’INPS.

 Regime forfettario al 5%

Anno fiscale 2022: fatturati 10.000 euro, con versamenti per 2.880 euro all’INPS. Le imposte si calcolano sul 40% del fatturato al netto dell’INPS.

  • 40% di 10.000 = 4.000 euro. Da questi € 4.000 devi sottrarre i 2.880 euro versati all’INPS.
  • 4.000 – 2.880 = 1.120.
  • 5% di 1.120 = 56 euro di imposta sostitutiva.

A queste spese devi aggiungere il pagamento dell’IVA sulle fatture in Reverse Charge.

Chi aderisce al regime forfetario, infatti, non deve caricare l’IVA sui prodotti che mette in vendita. Tuttavia deve sempre pagarla sui servizi che acquista.

Questo vuol dire che un e-commerce che mette in vendita un prodotto a 10 euro, se in forfetario lo venderà a 10 euro, se in ordinario a 12,20 euro (10 euro + 22% di IVA).

L’IVA in acquisto andrà, invece, sempre pagata.

Pagherai, quindi, l’IVA ogni volta che andrai ad acquistare un servizio per la tua attività.

Se una società italiana acquista il servizio, l’IVA sarà inclusa in fattura. Per i servizi acquistati da società estere, come Shopify, Facebook e Google, le fatture saranno emesse allo 0% di IVA. In questo caso tu, in quanto proprietario dell’e-commerce, dovrai versare il 22% di IVA al posto di tali società.

Per il regime forfetario il versamento di tale IVA avviene mensilmente.

Ulteriori adempimenti burocratici per chi vuole vendere online 

L’apertura di una Partita Iva per e-commerce comporta una serie di adempimenti burocratici, tra cui:

  • la creazione di una PEC (Posta Elettronica Certificata), obbligatoria per chi deve iscriversi in camera di commercio;
  • la creazione dello SPID – identità digitale;
  • la richiesta del numero di partita IVA all’Agenzia delle Entrate;
  • l’iscrizione presso la Camera di Commercio di riferimento;
  • comunicare l’avvio della propria attività al Comune di Residenza (S.C.I.A.);
  • l’iscrizione all’INPS.

Consulenza e-commerce online

Se vuoi aprire un e-commerce, Contatta Dirittodelweb per ricevere una consulenza. 

Se scegli DirittodelWeb ti forniremo i seguenti servizi:

  • Assistenza per l’apertura di Partita Iva per ecommerce in Regime forfettario:

avvio della procedura di apertura della Partita Iva e seguenti comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, alla Camera di Commercio, Scia al Comune e all’INPS.

  • Gestione e assistenza della Partita Iva per e-commerce:

tenuta della contabilità, assistenza nell’emissione delle fatture e ulteriori documenti contabili e fiscali, calcolo delle imposte e dei contributi previdenziali, predisposizione del Modello Unico, calcolo IVA mensile su fatture in reverse charge (es. Servizi fb e shopify).

  • Assistenza legale per e-commerce:

per qualsiasi dubbio legale e giuridico puoi rivolgerti a noi ed ai nostri avvocati specializzati. Le consulenze legali sono incluse nei nostri piani mensili, mentre potrai accedere ai nostri servizi legali ai prezzi riservati per i nostri clienti.

Servizi ulteriori inclusi

Oltre alla gestione ordinaria, tipica dei commercialisti tradizionali, avrai anche i seguenti servizi aggiunti:

  • un’assistenza specializzata nell’ambito di commercio online e delle spedizioni internazionali;
  • una cartella in Cloud condivisa con tutti i documenti fiscali sempre a portata di mano;
  • un modello di fattura e del registro dei corrispettivi;
  • un numero dedicato per contattarci via WhatsApp e una e-mail dedicata;
  • chiamate illimitate per consulenza fiscale;
  • sconti su tutti i nostri servizi legali (termini e condizioni, privacy policy, registrazione marchio, contratti, gestione politiche di reso, etc.);
  • contatto diretto con i nostri clienti specializzati in Marketing online, per accedere ai loro servizi a prezzi scontati.

Ricorda che per il primo anno la soglia da rispettare per non uscire dal forfettario dall’anno successivo sarà parametrata al mese di apertura.

Il limite di 65.000 euro oltre il quale si esce dal regime forfettario a partire dall’anno successivo è valido solamente per le Partite Iva che sono già al secondo anno di attività.

Per il primo anno di attività al fine di calcolare il limite oltre il quale si uscirà dal regime forfettario a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo è il seguente:

– 65.000:12 = 5.416 moltiplicato il periodo di tempo che va dal mese di apertura al mese di dicembre.

Es.: p.iva aperta a marzo à 5.416 x 10 (i mesi che vanno da marzo a dicembre) = 54.160

       p.iva aperta a giugno à 5.416 x 7 = 37.912.

Fatturazione e e-commerce

Devi sapere che le modalità di fatturazione variano a seconda della tipologia di vendita.

In caso di commercio B2B esiste infatti un obbligo di fatturazione. In caso di commercio B2C, invece, vige l’obbligo di tenere il registro dei corrispettivi e di emettere fattura qualora il cliente lo richieda.

Ricorda, infine, che se importi prodotti di valore inferiore ai 150 euro da un paese EXTRA UE, ad esempio la Cina, destinati a consumatori finali di un paese dell’Unione Europea, dovrai pagare l’IVA con l’aliquota prevista nel paese di destinazione del bene.

Per tale adempimento potrebbe essere necessario iscriversi al portale IOSS. 

Per l’apertura della Partita Iva e per la gestione di tutte le pratiche che ti abbiamo descritto, puoi affidarti a noi di Diritto del Web.

Apriamo e gestiamo Partite Iva per persone fisiche e società con specifico riguardo ai business online. Ti guideremo al meglio nella tua attività di vendita online costruendo per te la strategia vincente per il tuo business. 

Conclusioni e consigli per aprire la partita iva per ecommerce

Hai dei dubbi? Scrivici nei commenti, ti risponderemo!

Siamo sempre a disposizione se vuoi ricevere una consulenza gratuita.
Contattaci tramite il form che trovi qui sotto!

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