Partita Iva e acconti: versamento e novità fiscali

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn

I titolari di Partita Iva sanno bene che, oltre a pagare le imposte per l’anno precedente, l’erario chiede anche il pagamento degli acconti dell’anno in corso a titolo di anticipo.

Ma come funziona il versamento degli acconti per i titolari di Partita Iva? Continua a leggere il nostro articolo per scoprirlo! Ti parleremo anche di un’importante novità fiscale relativa al versamento del secondo acconto dell’anno 2023.

Noi di DirittodelWeb mettiamo a tua disposizione il nostro servizio di consulenza fiscale e legale online. Contattaci per tutte le pratiche inerenti alla gestione della tua Partita Iva.

Gli acconti

Come ti abbiamo anticipato, ogni anno è previsto per i titolari di Partita Iva il pagamento degli acconti dell’anno in corso a titolo di anticipo

Come si calcolano gli acconti? Il calcolo avviene sul fatturato dell’anno precedente e solitamente si procede al versamento in due rate, la prima a giugno e la seconda a novembre. Quest’anno c’è un’importante novità fiscale, che riguarda tutti i titolari di Partita Iva, anche quelli che operano in regime forfettario. A seguito di questa novità, è possibile versare il secondo acconto 2023, la cui scadenza era fissata al 30 novembre, entro il 16 gennaio 2024.

Analizziamo insieme il contenuto della novità fiscale. Ti spiegheremo anche come funziona il versamento del secondo acconto!

Novità fiscale: proroga del termine di versamento del secondo acconto

L’articolo 4 del D. L. 145 del 2023 proroga al 16 gennaio 2024 il termine per il pagamento della seconda rata di acconto dovuto in base alla dichiarazione dei redditi in presenza di determinate condizioni. Ti segnaliamo che questa misura è applicabile per il solo periodo d’imposta 2023.

Chi sono i soggetti interessati dalla novità fiscale in tema di acconti e Partita Iva? Vediamolo insieme!

Acconti e Partita Iva: i soggetti della novità fiscale

 La novità fiscale riguarda le persone fisiche titolari di Partita Iva che, nel 2022, dichiarano ricavi o compensi non superiori a 170.000,00 euro. Dalla proroga sono, quindi, escluse le persone fisiche titolari di partita IVA che nel 2022 dichiarano ricavi o compensi di importo superiore a 170.000,00 euro. Allo stesso modo, sono esclusi i soggetti diversi dalle persone fisiche (ad esempio, le società di capitali e di persone, nonché gli enti commerciali e non commerciali). Infine, sono escluse le persone fisiche “non titolari” di Partita Iva (ivi inclusi i soci di società e associazioni “trasparenti” ai sensi degli artt. 5, 115 e 116 del TUIR, sempre che non siano titolari di una propria Partita Iva).

Inoltre, il riferimento alla “seconda rata” e non alla “seconda o unica rata” dovrebbe escludere dalla proroga coloro che non hanno versato la prima rata d’acconto, perché non erano tenuti a farlo in quanto di ammontare non superiore a 103,00 euro. In tale ottica, l’esclusione sarebbe motivata dall’esiguità degli importi coinvolti (l’acconto complessivo massimo sarebbe di 206,00 euro per i soggetti ISA e di 257,00 euro per i soggetti estranei agli ISA).

Per questi soggetti, il termine di versamento resta quindi fermo al 30 novembre 2023, se il loro periodo d’imposta coincide con l’anno “solare”.

Scopriamo adesso quali sono le imposte oggetto di proroga.

Acconti e Partita Iva: l’oggetto della proroga

Cosa rientra nella proroga del termine di versamento del secondo acconto?

Sicuramente l’IRPEF. Inoltre, dovrebbero rientrare nella proroga anche le imposte sostitutive delle imposte sui redditi dovute dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfettari, oppure per le quali si applicano i criteri IRPEF di versamento dell’acconto. Si tratta, in pratica, dei seguenti tributi (se dovuti da persone fisiche che possono beneficiare della proroga): l’imposta sostitutiva per il regime di vantaggio; l’imposta sostitutiva per il regime forfettario; la “cedolare secca” sulle locazioni di immobili abitativi; l’IVIE; l’IVAFE; l’imposta sostitutiva per compensi da ripetizioni; l’addizionale IRPEF sul materiale pornografico e di incitamento alla violenza, c.d. “tassa etica”.

L’acconto di tutte le citate imposte, infatti, è dovuto in base al modello REDDITI, come richiesto dall’art. 4 del D. L. 145 del 2023.

Attenzione! Ci sono delle esclusioni dalla proroga. Per espressa previsione dell’art. 4 del D. L. 145 del 2023, dalla proroga sono esclusi i “contributi previdenziali e assistenziali” (si tratta, ad esempio, dei contributi INPS dovuti dai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata ex L. 335/95 e dagli artigiani e commercianti) e i premi assicurativi INAIL. Pertanto, i contributi INPS e i premi assicurativi INAIL andranno versati entro il 30 novembre 2023.

Rateizzazione dei versamenti

Come versare la seconda rata di acconto dovuto? Hai a disposizione due opzioni.

Puoi scegliere se versarla in un’unica soluzione entro il 16 gennaio 2024. Oppure, puoi suddividerla in cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dal mese di gennaio e con scadenza il giorno 16 di ciascun mese (quindi entro il giorno 16 dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio 2024). In quest’ultimo caso, ricorda che sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi nella misura del 4% annuo (0,33% mensile).

Se vuoi rateizzare la seconda rata degli acconti 2023 della tua Partita Iva contattaci. Noi di DirittodelWeb possiamo occuparci di tutte le pratiche inerenti alla gestione della tua Partita Iva.

Conclusioni e consigli

Hai dei dubbi? Scrivici nei commenti, ti risponderemo!

Siamo sempre a disposizione se vuoi ricevere una consulenza gratuita.

Contattaci tramite il form che trovi qui sotto!

Vuoi saperne di più?

marchio registrato

Avvocati e commercialisti
del mondo digitale.

Servizi