IRPEF: cos’è, come si calcola e le nuove aliquote 2024

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L’IRPEF, l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, è un’imposta a cui sono soggette le persone fisiche sulla base di scaglioni progressivi per alcune categorie di redditi.

L’ultima legge di bilancio è intervenuta anche sull’IRPEF per il 2024, modificando gli scaglioni di reddito e le relative aliquote. Cosa cambia quindi nel 2024? Scopriamolo insieme facendo una panoramica su che cos’è l’IRPEF, come si calcola e quali sono le nuove aliquote per il 2024.

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Che cos’è l’IRPEF

L’IRPEF è un’imposta personale e progressiva con aliquote crescenti che dipendono dagli scaglioni di reddito stesso. Come previsto dal TUIR, presupposto dell’IRPEF è il possesso di alcune categorie di redditi in denaro o in natura. Di quali redditi si tratta?

Generano questa imposta i redditi fondiari, i redditi di capitale, i redditi di lavoro dipendente, i redditi di lavoro autonomo, i redditi d’impresa e i redditi diversi.

Ricorda che i residenti in Italia sono assoggettati all’IRPEF anche per i redditi prodotti all’estero, mentre i non residenti limitatamente ai redditi prodotti nel territorio italiano.

Ti stai chiedendo quando si paga l’IRPEF? Continua a leggere questo articolo per scoprirlo.

Quando si paga l’IRPEF

Per le persone fisiche, l’IRPEF è dovuta per anno solare.
Quindi, in linea generale, ogni anno sorge un’obbligazione tributaria autonoma. Tuttavia, esistono delle eccezioni. Come in caso di riporto delle perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali individuali o di società in nome collettivo o in accomandita semplice. Oppure nel caso in cui l’ammontare dei crediti d’imposta e di alcune detrazioni sia superiore a quello dell’imposta netta.
L’imputazione dei redditi al periodo d’imposta è regolata dalle norme relative alla categoria nella quale rientrano, vale a dire in base al principio di cassa o di competenza.

Calcolo dell’IRPEF

Come funziona il calcolo dell’IRPEF? Prima di tutto, è necessario determinare la base imponibile. In seguito, si determina l’imposta lorda, applicando alla base imponibile le aliquote IRPEF. Si scomputano, poi, dall’imposta lorda le detrazioni, ottenendo l’imposta netta. Infine, si scomputano le ritenute, i crediti d’imposta, le eccedenze pregresse e gli acconti versati, ottenendo l’imposta da versare effettivamente all’Erario (o a credito). Analizziamo in maniera più dettagliata quanto abbiamo descritto fino ad ora per essere più chiari.

Base imponibile

La base imponibile è determinata sottraendo dal reddito complessivo, cioè dalla somma dei redditi posseduti, gli oneri deducibili previsti dal TUIR o da altre disposizioni.
Ricordiamo che non concorrono alla determinazione della base imponibile alcune tipologie di redditi. Sono quelli indicati all’articolo 3 comma 2 e 3 del TUIR e da altre specifiche disposizioni.

Imposta lorda

L’imposta lorda, invece, è determinata applicando alla base imponibile, come sopra calcolata, le aliquote IRPEF determinate per scaglioni di reddito. Vediamo insieme a quanto ammontano le aliquote IRPEF a seguito del D. Lgs. 216/2023.

IRPEF, scaglioni di reddito e nuove aliquote 2024

Per il 2024, a seguito delle modifiche apportate dall’articolo 1 del D. Lgs. 216/2023, sono applicabili nuovi scaglioni di reddito e nuove relative aliquote. Per i redditi fino a 28.000 euro è prevista un’aliquota IRPEF pari al 23%. Per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro, l’aliquota IRPEF ammonta al 35%. Infine, per i redditi oltre i 50.000 euro si applica un’aliquota IRPEF pari al 43%.

Ricordiamo che i nuovi scaglioni di reddito e le relative aliquote sono applicabili per il solo periodo d’imposta 2024. Per il periodo d’imposta 2023, pertanto, restano applicabili le precedenti disposizioni, che vi indichiamo di seguito. Per i redditi fino a 15.000 euro, un’aliquota IRPEF pari al 23%.Per i redditi superiori a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, un’aliquota IRPEF pari al 25%. Per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro, un’aliquota IRPEF pari al 35%. Infine, per i redditi superiori a 50.000 euro e fino a 75.000 euro, un’aliquota IRPEF pari al 43%.

Per il principio di “cassa allargato”, ai sensi degli articoli 51 comma 1 secondo periodo e 52 del TUIR, gli emolumenti di lavoro dipendente e assimilati riferiti all’anno precedente e corrisposti entro il 12 gennaio dell’anno successivo rientrano nel reddito dell’anno precedente.
Pertanto, gli emolumenti e i compensi relativi al 2023 corrisposti entro il 12 gennaio 2024 rientrano nel reddito dell’anno precedente. Le disposizioni previste dal D. Lgs. 216/2023 si applicano invece agli emolumenti e ai compensi relativi al 2023 corrisposti dal 13 gennaio 2024.

Imposta netta

L’imposta netta è determinata sottraendo all’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, alcune detrazioni. Sono quelle previste dal TUIR per familiari a carico, per tipologie reddituali, per oneri, per canoni di locazione, per interventi di recupero edilizio e da altre disposizioni.

Imposta da versare o a credito

In base a quanto previsto dal TUIR, dall’imposta netta si scomputano l’ammontare dei crediti per le imposte pagate all’estero, i versamenti eseguiti dal contribuente in acconto dell’imposta, le ritenute alla fonte a titolo di acconto operate sui redditi che concorrono a formare il reddito complessivo e su quelli tassati separatamente.

Le ritenute operate nell’anno successivo a quello di competenza dei redditi e anteriormente alla presentazione della dichiarazione dei redditi possono essere scomputate dall’imposta relativa al periodo d’imposta di competenza dei redditi o, alternativamente, dall’imposta relativa al periodo d’imposta nel quale sono state operate. Le ritenute operate dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi si scomputano dall’imposta relativa al periodo d’imposta nel quale sono state operate.

Se l’ammontare complessivo dei crediti di imposta, dei versamenti e delle ritenute, è superiore a quello dell’imposta netta sul reddito complessivo, il contribuente ha il diritto, a sua scelta, di computare l’eccedenza in diminuzione dell’imposta del periodo d’imposta successiva, di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi o di utilizzarla in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del D. Lgs. 241/97.

Per i redditi assoggettati a tassazione separata, se l’ammontare delle ritenute, dei versamenti e dei crediti è superiore a quello dell’imposta netta prevista dal TUIR, il contribuente ha diritto al rimborso dell’eccedenza.

Conclusioni e consigli

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