Influencer e regolamentazione

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Il caso Ferragni-Balocco ha acceso il dibattito intorno alla professione degli influencer e alla necessità di una regolamentazione con norme specifiche. Sembra proprio che per gli influencer siano in arrivo alcune leggi specifiche. Se sei un influencer, ti consigliamo di informarti per non rischiare sanzioni.

Al momento, infatti, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha predisposto delle Linee-guida volte a garantire il rispetto delle disposizioni del Testo unico sui servizi di media audiovisivi (D.Lgs. 208/2021, attuativo della Direttiva Ue 2018/1808) da parte degli influencer.

Poco dopo, è intervenuto anche il Governo con uno schema di disegno di legge con norme in materia di destinazione a scopo di beneficenza di proventi derivanti dalla vendita di prodotti a scopo commerciale. Il riferimento al caso della Ferragni sembra evidente.

Analizziamo insieme il contenuto di questi interventi, cercando di capire quali sono le regole che deve rispettare un influencer. Inoltre, chiediamoci cosa sta cambiando in questa moderna professionee cosa potrebbe avere ad oggetto un’eventuale futura regolamentazione della materia.

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Gli influencer in Europa: regolamentazione

La regolamentazione della professione degli influencer è un tema sempre più attuale, che coinvolge numerosi settori di nostro interesse. Pensiamo, per esempio, alla tutela del consumatore, al diritto della concorrenza, alle pratiche commerciali scorrette, alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione di servizi, alla fiscalità di impresa e internazionale, alla privacy e alla riservatezza, al rischio di commissione di reati informatici.

Nell’Unione Europea, gli influencer coinvolti in attività commerciali regolari, come le collaborazioni per pubblicizzare prodotti o servizi, sono considerati operatori commerciali, come previsto dalle norme del diritto europeo in materia di tutela dei consumatori. Vige, quindi, un obbligo di trasparenza relativamente alla pubblicità da parte degli influencer. Alcuni di loro sono soggetti a indagini a campione da parte dell’Unione Europea, così come i loro post sui principali social network. L’obiettivo è quello di garantire a livello europeo l’adeguatezza e l’equità digitale.

Queste indagini avverranno in collaborazione con le autorità nazionali degli stati membri che aderiscono al Consumer Protection Cooperation Network, la rete di coordinamento UE che protegge i diritti dei consumatori.

Il tema della trasparenza è fondamentale per l’Unione Europea.  A questo proposito, la Commissione Europea ha istituito un Influencer Legal Hub. Si tratta di una piattaforma che presterà assistenza a influencer e content creator alla ricerca di informazioni sulle norme che regolano le attività commerciali corrette negli stati membri dell’Unione Europea.

In Italia si sta facendo strada l’ipotesi un intervento normativo ad hoc che regolamenti e disciplini il settore dell’economia digitale e quindi degli influencer. Vediamo a che punto siamo arrivati.

Gli influencer in Italia: regolamentazione

In Italia il Codacons, il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, ha sposato la linea della Commissione Europea. Infatti, negli anni ha denunciato più volte le scorrettezze degli influencer italiani, colpevoli spesso di ingannare gli utenti attraverso post commerciali non dichiarati e di realizzare una pubblicità occulta.

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) è intervenuta esprimendosi recentemente sul tema. Già nel 2001 aveva adottato il Testo unico sui servizi di media audiovisivi (D.Lgs. 208/2021, attuativo della Direttiva Ue 2018/1808). Attualmente, ha emanato delle Linee-guida volte a garantire il rispetto delle disposizioni del Testo Unico da parte degli influencer e ha istituito un apposito tavolo tecnico.

Alcune importanti disposizioni sono immediatamente applicabili agli influencer, come i principi generali in materia di trasparenza nella comunicazione, la riservatezza dei dati raccolti, la tutela del diritto d’autore, dei diritti fondamentali della persona, dei minori e dei valori dello sport, la garanzia di comunicazioni commerciali corrette e non fraudolente. Sono, inoltre, state previste alcune sanzioni.

Parallelamente, il Governo si è attivato con un disegno di legge, il cosiddetto ddl “beneficenza”.

In questo provvedimento si disciplinano le attività di beneficenza connesse ad iniziative commerciali e, contestualmente, si sanzionano eventuali comportamenti truffaldini e fraudolenti a danno dei consumatori.

Se il ddl sarà approvato, sarà obbligatorio indicare in modo chiaro e trasparente sui prodotti le finalità dei proventi e il destinatario della beneficenza, l’importo o la quota destinati a quel fine, per evitare ogni forma di comunicazione ingannevole. Si prevede, inoltre, l’obbligo, prima della messa in commercio dei prodotti, di indicare all’Autorità quelle informazioni obbligatorie, nonché il termine entro cui sarà versato l’importo destinato alla beneficenza. Entro tre mesi da quella scadenza il produttore dovrà comunicare all’Autorità il versamento.

Vediamo nello specifico quali regole devono rispettare gli influencer italiani a seguito di questi due interventi che abbiamo anticipato.

Le regole previste dall’Agcom

Parlando di influencer e regolamentazione, dobbiamo partire, come anticipato, con il recente intervento dell’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.  

Le sue Linee-guida sono frutto di una consultazione pubblica. Si tratta di alcune misure volte a garantire il rispetto, da parte degli influencer, delle disposizioni del Testo Unico sui servizi di media audiovisivi.

L’AgCom ha fornito indicazioni, partendo dalle risposte delle associazioni e degli esperti coinvolti dalla consultazione pubblica.

Per “creare maggiore consapevolezza, proteggere i minori e regolare le comunicazioni commerciali” si è partiti dalla definizione di “influencer”. Chi è un influencer?

Il termine ha diverse accezioni. Secondo Google l’influencer è un “creator”, cioè un soggetto che mira a intrattenere o condividere idee o esperienze, non quindi semplicemente ad “influenzare”. A seconda del grado di influenza esercitato, poi, si è proposta una classificazione degli influencer. Il social influencer è un individuo già noto per attività al di fuori dalla rete, come ad esempio una celebrità, uno sportivo e un personaggio pubblico. C’è poi il mass influencer, ossia una persona con un’elevata capacità relazionale e una consolidata reputazione derivante dalla profonda conoscenza di specifici argomenti, che suscitano fiducia nei propri followers. Infine, c’è il potential influencer, soggetto che, in virtù della propria capacità comunicativa e aggregativa, può influenzare la propria rete di contatti, in genere di piccole dimensioni.

È stata indicata anche una suddivisione degli influencer in base al numero di followers. Si distinguono i micro-influencer (fino a 25.000 follower), i macro-influencer (fino a 100.000), i mega-influencer (fino a 500.000), e infine le celebrities (oltre 500.000).

L’Agcom ha poi dato specifiche indicazioni nell’Allegato A delle Linee-guida. Al riguardo l’Autorità, come abbiamo già anticipato, ha affermato l’applicabilità agli influencer di diverse disposizioni del Testo Unico sui servizi di media audiovisivi. Questo sulla base delle caratteristiche dell’attività svolta, consistente prevalentemente nella diffusione di contenuti audiovisivi autoprodotti. Quali norme del Testo unico sui servizi di media audiovisivi sono applicabili agli influencer? I principi generali dettati all’art. 4, comma 1 e all’art. 6, comma 2, lett. a, le disposizioni a tutela del diritto d’autore previste all’art. 32, dei diritti fondamentali della persona, dei minori e dei valori dello sport, come indicato agli artt. 30, 37, 38, 39, nonché quelle in materia di comunicazioni commerciali, come previsto dagli artt. 43, 46, 47 e 48.

Inoltre, l’Agcom ha stabilito alcune regole, che gli influencer devono rispettare in relazione ai loro contenuti. Prima di tutto i contenuti non devono contenere alcuna istigazione a commettere reati, ovvero fare apologia degli stessi. Inoltre, devono garantire il rispetto della dignità umana e non legittimare alcuna forma di violenza, odio o discriminazione. Infine, non devono contenere elementi suscettibili di determinare la deresponsabilizzazione dell’autore vittima di violenza, odio, discriminazione.

Non è finita qui. È prevista la predisposizione di un tavolo tecnico per definire le ulteriori misure per il rispetto delle previsioni del Testo unico da parte degli influencer. Questo tavolo tecnico sarà aperto alla partecipazione di associazioni di influencer, piattaforme per la condivisione di video, social media, agenzie di influencer marketing e in generale di chi funge da intermediario tra influencer e aziende, quindi anche avvocati.

Passiamo adesso all’analisi dell’attuale intervento del Governo.

Il disegno di legge “beneficenza” del Governo

In tema di influencer e regolamentazione, è intervenuto anche il Governo con un disegno di legge.

Il disegno di legge governativo al momento è strutturato in cinque articoli e affronta un aspetto specifico del tema. Delinea all’articolo 1 il suo ambito di applicazione. Si tratta della pubblicità e delle pratiche commerciali poste in essere da parte di produttori e professionisti in relazione alla promozione, alla vendita o alla fornitura ai consumatori di prodotti, i cui proventi siano in parte destinati a scopi di beneficenza.

All’articolo 2 si stabiliscono degli obblighi di informazione per la tutela dei consumatori. Questi ultimi, infatti, hanno diritto di ricevere dai produttori un’adeguata informazione sulla destinazione in beneficenza di una parte dei proventi della vendita del prodotto. A questo scopo, sulla confezione del prodotto devono essere indicati il soggetto destinatario dei proventi della beneficenza, le finalità della beneficenza e l’importo della stessa.

All’articolo 3 è poi richiesto che, prima di porre in vendita i prodotti, sia data notizia all’Autorità garante della concorrenza, che provvederà anche all’eventuale irrogazione di sanzioni, come previsto all’articolo 4.

Come si evince da quanto detto, la materia è attualmente in evoluzione. Se sei un influencer, non rischiare sanzioni. Rivolgiti a un avvocato che ti indicherà le regole che devi rispettare nello svolgimento della tua professione. Ricorda, inoltre, l’importanza di utilizzare un contratto per accordarti con i tuoi clienti e tutelarti sulla base di quanto previsto dal tuo legale di fiducia.

Noi di DirittodelWeb mettiamo a tua disposizione i nostri avvocati per garantirti il miglior servizio di contrattualistica.

Conclusioni e consigli

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