DROPSHIPPING: PARTITA IVA E ADEMPIMENTI FISCALI PER IL TUO E-COMMERCE

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Se vuoi aprire un e-commerce e avviare la tua attività di dropshopping, ci sono alcuni obblighi prescritti dalla legge che dovrai adempiere, meglio se con l’aiuto del tuo commercialista di fiducia.

Per prima cosa dovrai scegliere il tipo di attività che intendi svolgere, individuando il Codice Ateco di riferimento. Il Codice Ateco identifica, infatti, una determinata attività economica ed è sempre necessario per l’apertura della Partita Iva. Te ne abbiamo già parlato in questo articolo, dai uno sguardo per saperne di più:

dirittodelweb.it/pianificazione-fiscale-per-marketer-gestione-separata-inps-e-inps-artigiani-e-commercianti/

Il dropshipping è un modello di vendita online grazie al quale un venditore vende un prodotto all’utente finale senza possederlo materialmente nel suo magazzino. Per l’attività di dropshipping è richiesta l’apertura della Partita Iva, perché si tratta di attività di impresa.

Sfatiamo un mito. Non esiste alcun limite economico di 5.000 euro al di sotto del quale non sarebbe necessario aprire la Partita Iva. Se vuoi esercitare l’attività di vendita online in maniera abituale, continuativa e organizzata devi necessariamente aprire la Partita Iva.

Se apri una Partita Iva devi comunicare all’Agenzia delle Entrate la tipologia di attività che intendi svolgere, sulla base della classificazione Ateco, dal momento che ogni attività deve essere classificata in modo standardizzato ai fini fiscali, contributivi e statistici. A una Partita Iva possono essere associati più Codici Ateco, a seconda del numero delle attività svolte e della loro tipologia.

Ricorda di comunicare al fisco ogni variazione della tua attività economica, insieme a un nuovo codice Ateco.

Quali sono gli ulteriori adempimenti obbligatori per il tuo dropshipping?

Scopriamo tutto nel dettaglio.

Ricapitolando, la prima cosa da fare per vendere online è scegliere il codice Ateco, aprire la Partita Iva e verificare i requisiti per accedere al regime ordinario o forfettario. 

Tabella dei Contenuti

Regime forfettario e e-commerce

Il regime forfettario è un regime fiscale agevolato destinato alle nuove Partite IVA o a chi nell’anno precedente ha avuto un fatturato inferiore ai €65.000. Grazie al regime forfettario il pagamento delle imposte è semplificato e molto chiaro, in quanto al reddito imponibile si applica un’unica imposta, nella misura del 5 o del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste. L’imposta sostitutiva è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza di determinati requisiti, tra cui i casi in cui si apre per la prima volta una partita IVA.

Con il regime forfettario la percentuale di “tasse” da pagare non è calcolata sul netto (il reale guadagno del detentore di Partita IVA), ma su una percentuale stabilita a forfait dallo Stato.

Precisamente questa percentuale per chi fa commercio online è pari al 40% del fatturato totale.

Su questa percentuale, dunque, saranno calcolate tutte le “tasse” a prescindere da quello che sarà il reale guadagno del detentore di Partita IVA.

Adempimenti fiscali del regime forfettario

I Contributi INPS per i commercianti sono calcolati in una cifra fissa che prescinde dal fatturato, fino a un guadagno netto di € 16.243,00 (per i forfettari questa cifra sarà il 40% del fatturato lordo). Infatti, andranno pagati circa € 330 al mese, con rate trimestrali, a partire dalla data di iscrizione o, in caso di regime forfetario e richiesta di riduzione del 35%, circa € 240 al mese.

Tali contributi fissi si pagano con rate trimestrali, a partire dalla data di iscrizione e precisamente in quattro rate così suddivise:

entro il 16 maggio à INPS per i mesi di gennaio, febbraio e marzo;

entro il 20 agosto à INPS per i mesi di aprile, maggio e giugno;

entro il 16 novembre à INPS per i mesi di luglio, agosto e settembre;

entro il 18 febbraio à INPS per i mesi di ottobre novembre e dicembre.

Per chi supera le entrate nette di € 16.243,00, andrà pagata anche una cifra percentuale sul restante guadagno netto (per i forfetari sul 40% delle entrate lorde), così suddivisa:

Da € 16.243,00 a € 48.279,00 : 24,48%

Da € 48.279,00 a € 80.465,00 : 25,48%

Oltre il reddito di € 80.465,00: non si dovranno più versare contributi.

Imposta sostitutiva: con il regime forfetario si va a pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef, calcolata sul 40% del fatturato lordo, meno i versamenti da destinarsi all’INPS.

                                    Regime forfettario al 5%

Anno fiscale 2022: fatturati € 10.000, con versamenti per € 2.880 all’INPS. Le imposte sono calcolate sul 40% del fatturato al netto dell’INPS.

40% di 10.000 = € 4.000. Da questi € 4.000 vanno sottratti i € 2880 versati all’INPS.

4.000 – 2.880 = 1.120.

5% di 1.120 = € 56 di imposta sostitutiva.

A queste spese andrà anche aggiunto il pagamento dell’IVA sulle fatture in Reverse Charge.

Chi aderisce al regime forfetario, infatti, non è tenuto a ricaricare di IVA i prodotti che mette in vendita, ma dovrà sempre pagare l’IVA sui servizi che acquista.

Questo vuol dire che un e-commerce che mette in vendita un prodotto a 10€, se in forfetario lo venderà a 10€, se in ordinario a 12,20€ (10€ + 22% di IVA).

L’IVA in acquisto andrà, invece, sempre pagata.

Pagherai, quindi, l’IVA ogni volta che andrai ad acquistare un servizio per la tua attività.

Se il servizio è acquistato da una società italiana, l’IVA sarà inclusa in fattura, mentre per i servizi acquistati da società estere, come Shopify, Facebook e Google, le fatture saranno emesse allo 0% di IVA e sarai tu, in quanto proprietario dell’e-commerce (anche in forfetario) a dover versare il 22% di IVA al posto di tali società.

Per il regime forfetario il versamento di tale IVA è fatto mensilmente.

Adempimenti burocratici

L’apertura di una partita IVA comporta una serie di adempimenti burocratici, tra cui:

  • la creazione di una PEC (Posta Elettronica Certificata), obbligatoria per chi deve iscriversi in camera di commercio;
  • la creazione dello SPID – identità digitale;
  • la richiesta del numero di partita IVA all’Agenzia delle Entrate;
  • l’iscrizione presso la Camera di Commercio di riferimento;
  • comunicare l’avvio della propria attività al Comune di Residenza (S.C.I.A.);
  • l’iscrizione all’INPS.

Quali servizi ti offriamo in unico preventivo

Se scegli DirittodelWeb ti forniremo i seguenti servizi:

  • Assistenza per l’apertura di Partita Iva in Regime forfettario:

avvio della procedura di apertura della Partita Iva e seguenti comunicazioni all’Agenzia delle Entrate, alla Camera di Commercio, Scia al Comune e all’INPS.

  • Gestione e assistenza della Partita Iva:

tenuta della contabilità, assistenza nell’emissione delle fatture e ulteriori documenti contabili e fiscali, calcolo delle imposte e dei contributi previdenziali, predisposizione del Modello Unico, calcolo IVA mensile su fatture in reverse charge (es. Servizi fb e shopify).

  • Assistenza legale:

per qualsiasi dubbio legale e giuridico puoi rivolgerti a noi ed ai nostri avvocati specializzati. Le consulenze legali sono incluse nei nostri piani mensili, mentre potrai accedere ai nostri servizi legali ai prezzi riservati per i nostri clienti.

Servizi ulteriori inclusi

Oltre alla gestione ordinaria, tipica dei commercialisti tradizionali, avrai anche i seguenti servizi aggiunti:

  • un’assistenza specializzata nell’ambito di commercio online e delle spedizioni internazionali;
  • una cartella in Cloud condivisa con tutti i documenti fiscali sempre a portata di mano;
  • un modello di fattura e del registro dei corrispettivi;
  • un numero dedicato per contattarci via WhatsApp e una e-mail dedicata;
  • chiamate illimitate per consulenza fiscale;
  • sconti su tutti i nostri servizi legali (termini e condizioni, privacy policy, registrazione marchio, contratti, gestione politiche di reso, etc.);
  • contatto diretto con i nostri clienti specializzati in Marketing online, per accedere ai loro servizi a prezzi scontati.

Ricorda che per il primo anno la soglia da rispettare per non fuoriuscire dal forfettario dall’anno successivo sarà parametrata al mese di apertura.

Il limite di 65.000€ oltre il quale si esce dal regime forfettario a partire dall’anno successivo è valido solamente per le Partite Iva che sono già al secondo anno di attività.

Per il primo anno di attività al fine di calcolare il limite oltre il quale si uscirà dal regime forfettario a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo è il seguente:

– 65.000:12 = 5416 moltiplicato il periodo di tempo che va dal mese di apertura al mese di dicembre.

Es.: p.iva aperta a marzo à 5.416 x 10 (i mesi che vanno da marzo a dicembre) = 54.160

       p.iva aperta a giugno à 5.416 x 7 = 37.912.

E relativamente alla Fatturazione?

Devi sapere che le modalità di fatturazione variano a seconda della tipologia di vendita.

In caso di commercio B2B esiste infatti un obbligo di fatturazione; in caso di commercio B2C, invece, vige l’obbligo di tenere il registro dei corrispettivi e di emettere fattura qualora il cliente lo richieda.

Ricorda, infine, che se importi prodotti di valore inferiore ai 150 euro da un paese EXTRA UE, ad esempio la Cina, destinati a consumatori finali di un paese dell’Unione Europea dovrai pagare l’IVA con l’aliquota prevista nel paese di destinazione del bene.

Per tale adempimento potrebbe essere necessario iscriversi al portale IOSS. 

Per l’apertura della Partita IVA e per la gestione di tutte le pratiche che ti abbiamo descritto, puoi affidarti a noi di Diritto del Web.

Apriamo e gestiamo Partite IVA per persone fisiche e società con specifico riguardo ai business online e sapremo guidarti al meglio nella tua attività di vendita online per costruire per te la migliore strategia commerciale.

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