Digital Marketing e Partita Iva

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Nel Digital Marketing, l’apertura di una Partita Iva rappresenta un passo cruciale per professionisti e agenzie che desiderano operare nel rispetto delle normative fiscali. Questa piccola guida per marketer e agenzie di marketing esplora i vantaggi, gli obblighi e le strategie ottimali per orientarsi in caso di apertura di una Partita Iva.

Noi di DirittodelWeb mettiamo a tua disposizione il nostro servizio di consulenza fiscale e legale online. Contattaci per saperne di più. 

Perché aprire Partita Iva se lavori nel Digital Marketing

Aprire una Partita Iva consente di formalizzare la propria attività nel campo del Digital Marketing. Infatti, come ti abbiamo spiegato precedentemente, per svolgere qualsiasi attività in forma professionale è necessario essere titolari di una Partita Iva. Non esistono limiti di fatturato al di sotto dei quali si può operare senza Partita Iva.

L’apertura di una Partita Iva comporta una serie di obblighi e l’espletamento di alcune formalità, come la tenuta della contabilità e l’emissione delle fatture elettroniche. Inoltre, prevede l’adempimento degli obblighi fiscali previsti dalla legge, per esempio la dichiarazione dei redditi e il versamento dell’Iva, rispettando le scadenze stabilite dall’Agenzia delle Entrate.

Il primo passo è la scelta del regime fiscale. In linea generale, possiamo affermare che il regime forfettario, offrendo un’aliquota fiscale ridotta e minori adempimenti burocratici, può risultare ideale per marketer freelance e piccole agenzie di marketing. Al contrario, il regime ordinario può essere più vantaggioso per realtà aziendali con elevati costi deducibili e alti fatturati.

Scopriamo insieme qualcosa di più su questi due regimi fiscali!

Ricorda che, con una pianificazione fiscale accurata e un’attenzione costante alle dinamiche fiscali e di mercato, marketer e agenzie di marketing possono trarre il massimo vantaggio dall’apertura di una Partita Iva, posizionandosi al meglio nel competitivo panorama digitale odierno.

Partita Iva in regime forfettario

Come ti abbiamo anticipato, se sei all’inizio della tua attività nel Digital Marketing, potrebbe convenirti aprire la Partita Iva in regime forfettario. Tuttavia, non sempre è possibile accedere a questo regime. La legge impone diversi limiti, scopriamoli insieme!

Se hai già un lavoro come dipendente e vuoi aprire la Partita Iva, potrai accedere al regime forfettario solo se il tuo reddito annuo lordo dello scorso anno non supera i 30.000 euro. Inoltre, se sei socio di una società, che svolge la stessa attività che andresti a svolgere con la tua Partita Iva individuale, non potrai scegliere il regime forfettario.

Esistono, poi, dei limiti economici alla Partita Iva in regime forfettario. Scopriamoli insieme!

requisiti del forfettario sono stati modificati nel 2023. La soglia per accedere e per restare in questo regime agevolato è oggi fissata a 85.000 euro.

Quindi, ti è consentito aprire una Partita Iva in regime forfettario se conti di non superare gli 85.000 euro di fatturato annuo. Con la scelta del forfettario nell’arco dell’anno solare, gli 85.000 euro saranno rapportati ai mesi restanti. In caso di superamento degli 85.000 euro, ma non di 100.000 euro, passerai al regime ordinario l’anno successivo. 

Invece, se supererai i 100.000 euro, automaticamente passerai in regime ordinario. Per chi è al primo anno di attività, infatti, la soglia di 100.000 euro è valida e costante a prescindere dal mese di apertura. Se, in corso d’anno solare, si dovesse superare la soglia di 100.000€, dal giorno stesso del superamento si entrerà nel regime ordinario. Il calcolo delle tasse per tutto l’anno sarà fatto secondo le regole del regime ordinario su tutto il reddito generato nell’anno solare. Attenzione al fatturato quindi!

Il regime forfettario ha una tassazione molto vantaggiosa. Le imposte sono calcolate sulla base di una percentuale, stabilita a forfait dallo Stato. Infatti, si sconta un’unica imposta, nella misura del 5% o del 15%, sostitutiva di quelle ordinariamente previste.

Per i primi cinque anni di attività, in presenza di determinati requisiti, tra cui il caso in cui si apre per la prima volta una Partita Iva, l’imposta sostitutiva è ridotta al 5%.

Nel caso del Digital Marketing, questa percentuale è pari al 78% del fatturato totale. Su questa percentuale, dunque, saranno calcolate tutte le imposte, a prescindere da quello che sarà il reale guadagno.

Un altro vantaggio riconducibile al forfettario è l’esenzione dal pagamento dell’IVA quando emetti fattura e ricevi un pagamento. In caso di acquisto di servizi da società estere, invece, ti sarà emessa una fattura in reverse charge, cioè allo 0% di IVA. A questo punto, dovrai pagare manualmente l’IVA il mese successivo tramite un F24.

Che dire, invece, dei contributi previdenziali? Una volta aperta la Partita Iva, dovrai scegliere uno o più Codici Ateco riconducibili al tipo di attività svolta e iscriverti a una Gestione INPS di riferimento. I costi delle due gestioni INPS sono molto diversi tra loro. Lo sai che è possibile risparmiare sui contributi INPS con una corretta pianificazione? Se sei interessato a questo tema, ti segnaliamo il nostro articolo dedicato alla scelta dell’INPS per i marketer.

Molto spesso chi opera nel settore del Digital Marketing può scegliere se iscriversi alla Gestione Separata INPS oppure alla Gestione Artigiani e Commercianti. Parlane con un consulente di riferimento perché si tratta di una scelta non di poco conto!

Se ti iscrivi alla Gestione Separata INPS, in caso di regime forfettario, verserai una percentuale pari al 26,23% del guadagno netto annuale. Per i forfettari che operano nell’ambito del Digital Marketing, il netto è pari al 78% delle entrate lorde.

In alternativa, esistono casi in cui ci si potrà iscrivere alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Per fare un esempio, questo sarà possibile per l’attività configurabile tra la gestione di campagne pubblicitarie, con codice Ateco 73.11.02.

Bisognerà, in primo luogo, iscriversi alla Camera di Commercio.

In seguito, alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. In tal caso, i contributi saranno calcolati in una cifra fissa che prescinde dal fatturato, fino a un guadagno netto di 17.500,00 euro. Per i forfettari questa cifra sarà il 78% del fatturato lordo. Saranno dovute rate trimestrali, a partire dalla data di iscrizione e precisamente in quattro rate. Quando andranno versate le rate?

La prima rata entro il 16 maggio, per i mesi di gennaio, febbraio e marzo. La seconda rata entro il 20 agosto per i mesi di aprile, maggio e giugno. La terza rata entro il 16 novembre per i mesi di luglio, agosto e settembre. La quarta rata entro il 18 febbraio per i mesi di ottobre novembre e dicembre.

Chi supera le entrate nette di 17.500,00 euro pagherà anche una cifra percentuale sul restante guadagno netto. Per i forfettari si tratta del 78% delle entrate lorde. In particolare, una percentuale del 24,48% in caso di guadagno netto da 17.500,00 a 52.190,00 euro. La percentuale è del 25,48% per un guadagno netto tra 52.190,00 a 86.893,00 euro. Oltre il reddito di 86.893,00 euro  non si dovranno più versare contributi. I lavoratori dipendenti a tempo pieno potranno richiedere l’esenzione dal versamento dei contributi INPS. Anche tali contributi variabili potranno essere scontati del 35%.

Rivolgiti a un commercialista esperto nei business online, che ti indicherà la strategia fiscale più adatta alle tue esigenzeContattaci per ricevere una consulenza.

Partita Iva in regime ordinario

Se non puoi accedere al regime forfettario, dovrai aprire la Partita Iva per la tua attività legata al Digital Marketing in regime ordinario.

Operando in regime ordinario dovrai versare l’Irpef, un’imposta diretta, personale e progressiva.  Il calcolo dell’Irpef avviene sottraendo al fatturato, cioè il totale dei pagamenti ricevuti dai propri clienti, tutte le spese inerenti all’attività d’impresa e deducibili. Da tale sottrazione si avrà il netto su cui sarà calcolata l’IRPEF seguendo gli scaglioni progressivi fissati dalla legge.

Relativamente ai contributi INPS, chi svolge attività di consulente in regime ordinario spesso ha due alternative.  Può infatti scegliere se iscriversi alla gestione separata INPS oppure alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Tale scelta, che non sempre possibile, lo ripetiamo, deve essere ben ponderata.

Infatti, le differenze tra le due Gestioni non sono di poco conto.

I contributi INPS, per chi fa il consulente, prevedono il versamento degli stessi alla Gestione Separata. La percentuale da versarsi alla Gestione Separata INPS è pari al 26,23% del guadagno netto annuale.

L’alternativa alla Gestione Separata è la Gestione Artigiani e Commercianti INPS.  L’iscrizione a questa gestione è possibile solamente in alcuni casi, come ad esempio per attività configurabili tra la gestione di campagne pubblicitarie, con Codice Ateco 73.11.02.

In questa ipotesi, occorrerà quindi iscriversi innanzitutto alla Camera di Commercio per poi iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Come funziona il calcolo dei contributi?  I contributi saranno calcolati in una cifra fissa che prescinde dal fatturato, fino a un guadagno netto di 17.500,00 euro.

Inoltre, saranno pagati con rate trimestrali, a partire dalla data di iscrizione, in quattro rate: entro il 16 maggio, per i mesi di gennaio, febbraio e marzo; entro il 20 agosto per i mesi di aprile, maggio e giugno; entro il 16 novembre per i mesi di luglio, agosto e settembre; entro il 18 febbraio per i mesi di ottobre novembre e dicembre.

Per chi supera le entrate nette di circa 17.500,00 euro, sarà dovuta anche una cifra percentuale sul restante guadagno netto. In particolare, una percentuale del 24,48% in caso di guadagno netto da 17.500,00 a 52.190,00 euro. La percentuale è del 25,48% per un guadagno netto tra 52.190,00 a 86.893,00 euro. Oltre il reddito di 86.893,00 euro non si dovranno più versare contributi. I lavoratori dipendenti a tempo pieno potranno richiedere l’esenzione dal versamento dei contributi INPS.

L’apertura di una Partita Iva comporta una serie di adempimenti burocratici. Per l’apertura della Partita Iva e la gestione di tutte le pratiche, puoi affidarti a noi di Diritto del Web. Apriamo e gestiamo Partite Iva per persone fisiche e società con specifico riguardo ai business online e sapremo guidarti al meglio nella tua attività. Contattaci per richiedere una consulenza specifica.

Partita Iva e fatturazione elettronica   

Dal mese di gennaio 2024 è stato introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica anche per chi opera in regime forfettario. Quindi, se apri una Partita Iva per lavorare nel Digital Marketing, sarai tenuto ad emettere fattura elettronica sia se operi in regime ordinario che in forfettario.

Per emettere fatture elettroniche, hai due alternative.In primo luogo,puoi adoperare ilservizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate “Fatture e Corrispettivi”, presente sul tuo cassetto fiscale.

In alternativa, puoi scegliere un software di fatturazione a pagamento con un abbonamento mensile o annuale. Il software ti guiderà nel processo di emissione delle fatture. Inoltre, potrai beneficiare di una serie di servizi aggiuntivi, come il calcolo del fatturato, la gestione degli incassi, la predisposizione di preventivi e altri.

Noi di Diritto del Web  abbiamo stipulato, per i nostri clienti, una convenzione con una software house specializzata nell’offrire soluzioni informatiche alle imprese. Scegliendo questa soluzione, ci occuperemo direttamente noi di creare il tuo nome utente per accedere e utilizzare, in cloud o in remoto, il software di fatturazione.

Così tu potrai compilare le tue fatture e trasmetterle direttamente all’Agenzia delle Entrate. Inoltre, avremo accesso alla tua piattaforma di fatturazione per supportarti in caso di necessità. Contattaci per conoscere i costi di questo servizio. 

Noi di DirittodelWeb mettiamo a tua disposizione il nostro servizio di consulenza fiscale e legale online. Contattaci per l’apertura e la gestione della tua Partita Iva.

Conclusioni e consigli

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